Da dove cominciare
Scegli la situazione più vicina alla tua. Ogni pagina descrive il problema concreto, come si organizza la celebrazione con ChurchTranslate e a cosa fare attenzione. La tecnica è sempre la stessa: il tecnico trasmette dal browser di un portatile o di un cellulare, e chi ascolta scansiona un codice QR e segue l'omelia o la predicazione nella propria lingua, con i sottotitoli sul cellulare.
- La tua comunità è già multilingue: ogni domenica ci sono persone di paesi diversi. Leggi chiesa internazionale.
- Arrivano persone nuove che non capiscono ancora l'italiano: rifugiati, famiglie ricongiunte, lavoratori stagionali. Leggi rifugiati e nuovi arrivati.
- Viene un predicatore dall'estero, o un sacerdote ospite che non parla italiano. Leggi predicatore ospite.
Quello che hanno in comune
In tutti questi casi la domanda è la stessa: come fare in modo che nessuno resti escluso dalla Parola, senza allestire una cabina di interpreti ogni settimana? Un interprete in chiesa resta prezioso, ma non sempre c'è, e quasi mai in quattro lingue contemporaneamente. Un'app di traduzione per la chiesa copre la celebrazione ordinaria della domenica e lascia le persone libere di fare quello che sanno fare meglio: accogliere, spiegare, accompagnare.
Chi ascolta non deve creare un account né installare niente. Apre la pagina di ascolto nel browser, cerca la propria lingua tra quelle che la chiesa ha attivato (fino a 40, scelte tra 79) e si mette un auricolare. Chi preferisce leggere spegne l'audio e segue solo i sottotitoli.
Come scegliere la configurazione
Prima di decidere quante lingue offrire, guarda chi siede davvero nei banchi. Molte chiese iniziano con una lingua sola e poi ampliano. Siccome ogni lingua consuma crediti solo mentre qualcuno la ascolta, una lingua in più non costa nulla nelle domeniche in cui nessuno la sceglie. Nella guida sui costi trovi esempi calcolati, e in come tradurre una funzione il percorso completo passo dopo passo.
Se la tua comunità è soprattutto di una lingua precisa, guarda anche le pagine sulle lingue, per esempio rumeno, ucraino o filippino.